Psicologia della gelosia: la gelosia in Freud e Navarro

Secondo Freud esistono tre modi i cui la gelosia si manifesta:

  • gelosia “normale”, in cui l’amato diventa lo specchio del padre o della madre e, quindi, si proietta il vissuto di perdita del genitore sulla la figura dell’amato;
  • la gelosia nata da una negazione della propria omosessualità, dove il partner diventa quello che può amare un altro uomo o un’altra donna perché è del sesso opposto;
  • la gelosia come proiezione della propria infedeltà sull’altro.

Federico Navarro, invece, riprendendo il pensiero di Wilhelm Reich, definisce la gelosia come una reazione, insieme con la possessività, alla condizione di “depressività”, che nasce come conseguenza di un allattamento scarso e insoddisfacente.

Secondo Navarro, quindi, la gelosia è propria dei caratteri orali.

Psicologia della gelosia: timore della perdita, dell’abbandono e voglia di essere unici

Ma come si spiega la psicologia della gelosia?

La gelosia nasce dalla paura di perdere l’altro, nasce dal dolore, dalla frustrazione di non sentirsi unici e indispensabili, nasce dal vivere l’altro come una proprietà, piuttosto che come un compagno.

La gelosia nasce dal crollo narcisistico di sentirsi, per l’altro, speciali, unici e insostituibili.

La gelosia è il fil rouge che connette l’oggi con ieri, che ci riporta a quel dolore provato quando scoprimmo che mamma non era tutta nostra ma anche nostra, quando sentimmo che papà era un uomo da dividere con un’altra donna e ci dicemmo “mai più!”.

La gelosia nasce lì, in quelle relazioni primarie affettive in cui scopriamo di non essere al centro di quel mondo, dove per la prima volta proviamo desiderio di possesso, abbandono e paura dell’abbandono: relazioni in cui scopriamo la vicinanza e la paura della perdita, dove ci illudiamo di essere unici, speciali, prediletti, per poi scoprire che il mondo non ruota intorno a noi.

La gelosia nasce nei rapporti in cui chiediamo al partner di metterci al centro del suo mondo per poi scoprire che ciò non può accadere, nasce nelle relazioni in cui chiediamo all’amico di dichiararci il miglior amico possibile, nasce nelle liti tra i fratelli per mostrarsi agli occhi di mamma, nasce dalla paura di non avere più su di noi lo sguardo dell’amato che, distratto, si perde in altri occhi.

Psicologia della gelosia: la gelosia è dolore

La gelosia è dolore, è frustrazione: questo fa in modo che venga coperta da rabbia, violenza, distruttività.

La gelosia non è solo leggera, simpatica, a volte vivacizzante per un rapporto.

Il dramma della gelosia ha realmente accompagnato molti drammi familiari.

Chi soffre di gelosia a tutto tondo, realmente sente di perdere gli occhi, di perdere lo sguardo sulla realtà: una psicoterapia spesso è la strada migliore da intraprendere per sciogliere il dolore, il narcisismo e il desiderio di possesso che alimentano la persona gelosa.

Un amore non geloso può aprire le porte ad un amore sano.

La gelosia è un sentimento del tutto normale, che chiunque almeno una volta nella vita può provare nei confronti di un partner o di un amico o fratello o genitore.

Da un punto di vista evoluzionistico la gelosia trova il suo scopo nella conservazione della specie.

Nel maschio in particolare è legata alla necessità atavica di garantire la continuità della progenie mediante figli propri, nella femmina invece nella necessità di conservare accanto l’uomo che provvede a nutrire i suoi figli.

La gelosia come emozione rientra nella normalità se non diventa un pensiero costante e persistente, che limita la vita della persona condizionandola.

Se si pensa intensamente, per diverse ore al giorno se non tutto il giorno, alla possibilità che il partner tradisca o che l’amico stia con altri amici e se a tale emozione si accompagnano stati di ansia e di paranoia molto intensi con tratti ossessivi e con azioni che possono sfociare anche nella violenza e nella distruzione dell’altra persona o dei rivali, allora si è nell’ambito di quella che viene definita gelosia patologica.

La gelosia patologica è caratterizzata da comportamenti ossessivi, ansia, paranoia, stress.

Il geloso patologico controlla ossessivamente tutti i movimenti del partner, il suo telefono, lo segue o lo fa seguire, si insospettisce se non risponde subito al telefono o se riceve una telefonata fuori orario e nei casi più gravi può arrivare a compiere azioni lesive della libertà del partner o in danno della sua incolumità fisica o di terzi.

La psicologia inserisce la gelosia patologica fra i deliri (così è catalogata nel DSM IV). Al delirio si arriva quando la gelosia non è più controllabile ma anzi controlla essa stessa la vita della persona, la quale è convinta intimamente che il partner (o la persona oggetto della sua gelosia)la stia tradendo.

La gelosia patologica può essere di quattro tipi:

  • la gelosia depressiva, per il cui la persona non si sente all’altezza del suo partner; la gelosia ansiosa per cui la persona ha l’incubo di essere lasciata;
  • la gelosia ossessiva caratterizzata dal dubbio costante di essere traditi; la gelosia paranoica caratterizzata da un sospetto costante ed eccessivo.

In genere la persona gelosa oltre i limiti della normalità è di base una persona timida, fortemente insicura, che si sente inadeguata, non ben inserita in un contesto sociale e spesso con altri problemi di tipo psicologico, come depressione, ansia, alcolismo, dipendenze.

Nella gelosia normale non vi è differenza fra uomini e donne, entrambi provano gelosia.

Forse le donne la affrontano maggiormente a livello emotivo spesso cadendo in depressione,  mentre gli uomini più a livello pratico, anche andando ad affrontare il rivale.

Entrambi però tenderanno a rimuginare tormentandosi.

La gelosia patologica richiederà ovviamente l’intervento di un terapeuta, che anzi sarà necessario per evitare che la gelosia possa sfociare in gesti estremi.

Ricordiamo per inciso che gli episodi di femminicidio determinati da stati di gelosia patologica sono purtroppo presenti nelle pagine della cronaca nera ogni giorno.

La gelosia normale invece potrà essere affrontata lavorando sul proprio senso di sicurezza, rinforzando la propria autostima, parlandone liberamente senza tenere tutto dentro.

Per superare la tendenza ad essere gelosi sarà quindi necessario imparare a stare bene con se stessi, stimarsi e sentirsi forti, anche da soli.

Spesso i nostri psicologi si trovano a dover dare un aiuto anche a persone che, pur non essendo colpite da gelosia patologica, vivono male a causa di sentimenti forti di gelosia, che limitano la loro vita sentimentale o sociale, fino quasi ad isolarli.

In questi casi il supporto di uno psicologo può essere di grande aiuto per capire i meccanismi della gelosia e le sue origini e per riconquistare la sicurezza in se stessi.

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